Oggi si viene a sapere che la «rete» di Tarantini era già nota dal 2001, quando lo stesso Tarantini finì sotto inchiesta proprio per corruzione e cessione di cocaina. Quell’inchiesta, avviata dal pm Roberto Rossi, portò i carabinieri sulle tracce dei clienti dell’imprenditore, ma soprattutto sui «pusher» che lo rifornivano di stupefacenti.
[...]
Eppure quel fascicolo era rimasto inspiegabilmente fermo. Dimenticato in un cassetto, nonostante avesse consentito di rivelare il «sistema» che consentiva al giovane imprenditore di concludere affari nel settore della sanità: donne, droga e altri regali per ricompensare medici e direttori delle Asl che acquistavano i suoi prodotti.
«Anche io vorrei capire che cosa è accaduto », ha dichiarato qualche giorno fa il procuratore di Bari Antonio Laudati.
La notizia non è di poco conto, se si vanno a ripercorrere alcune date relative a questa vicenda:
dal 2001 Tarantini è già noto ai carabinieri e alla procura, ma il fascicolo (e l'inchiesta) viene messa da parte.
L'indagine ripartirà dopo 7 anni, nell'autunno 2008.
Poco prima, si era aperta la corsa per il posto di nuovo procuratore generale a Bari ;
Emilio Marzano dovrà lasciare l´incarico per la riforma voluta dal precedente governo, che ha posto un limite di otto anni alla durata degli incarichi direttivi.
La nomina di Laudati viene decisa alla fine di aprile 2009.
Subentrerà a settembre, appunto.
Ma prima del suo arrivo, a giugno, viene resa nota l'apertura dell'inchiesta a carico di Tarantini.
Un'ultima considerazione: in realtà, proprio per quell'inchiesta del 2001, i traffici di Tarantini erano già noti a qualcuno , a Michele Emiliano, sindaco di Bari dal 2003, ma allora procuratore nella stessa città.
domenica 20 settembre 2009
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